Capo Horn: lo Sbarco

Sono sbarcata a Capo Horn. Quando ci penso difficilmente mi rendo conto di quanto questa esperienza sia riservata a pochi, nemmeno tutti i più grandi navigatori dei 7 mari hanno avuto questo privilegio, eppure io, per una serie di fortunati eventi ci misi piede..e fu emozione!

Tutto iniziò ad una serata di presentazione di un tour operator, a cui andai per lavoro, che si concluse, come spesso succede, con la premiazione di uno/una fortuno/a estratto a sorte con i bigliettini da visita. Il premio in palio: una crociera nei fiordi..della Patagonia. Ma perchè la Patagonia ha i fiordi?!?! Conscia che la percentuale della mia “botta di cu**” si attesta sempre intorno al 2%, non prestai molta attenzione al momento fatidico, se non chè la mia collega esclamò: “guarda assomiglia al nostro” e mentre io me la ridevo per la beffa del bigliettino pure simile, il sorteggiatore pronunciò il mio nome: il MIO NOME!

Quella sera non chiusi occhio dalla felicità, dovevo scoprire cosa e dove fossero questi fiordi della Patagonia (sapevo localizzare la Patagonia, ma ignoravo l’esistenza di una natura selvaggia e unica e che pochi possono visitare). Ci misi qualche mese a racimolare i soldi per il volo aereo e per pagarmi hotel e trasferimenti in giro per l’Argentina ed il Cile per arrivare a Punta Arena: la città di partenza della mia “STELLA AUSTRALIS”. Questa compagnia di crociere possiede 2 motonavi da 210 passeggeri, arredate con eleganza e servizio accoglienza ottimo, ma non aspettatevi spettacoli, teatri: questa è una nave da spedizione. Ci si sveglia presto al mattino, si esce in escursione con gli zodiac e si esplorano paesaggi incontaminati, a bordo si assapora una cucina raffinata, l’all inclusive ti coccola con ogni voglia, le attività a bordo sono tutte improntate alla scoperta dei luoghi che si visitano in escursione: spiegazioni, documentari e curiosità spiegati da professionisti in inglese o spagnolo e poi tante zone relax dove godersi il paesaggio o leggere un libro. Ci si sente un esploratore moderno, con la fortuna che al termine di ogni escursione vi attende della cioccolata calda o del sano whiskey on the rock…godurioso.

Pinguini, leoni marini, castori, paesaggi surreali, flora unica, ghiacciai: il paesaggio della Patagonia è impareggiabile, inimitabile e ti entra dentro, ti cattura e capisci come si poteva essere sentito Darwin durante la sua permanenza nella baia di Wulaia o quanto grande possa essere stata l’impresa del famoso eploratore Ernest Shackleton. Salire con i propri piedi sul ghiacciaio Pia e percorrere in silenzio l’Avenida de los Glaciares: sono tutte esperienza che valgono ogni centesimo di questa crociera.

E poi arriva il giorno fatidico: lo sbarco a Capo Horn. Pensate che c’è chi prenota questa spedizione solo per mettere piede in questo luogo leggendario, ma lo sbarco non è garantito perché dipende tutto dalle condizioni meteo marine. Si arriva nella spiaggia più riparata e si sbarca dallo zodiac aspettando il momento giusto…a volte il momento potrebbe essere un po’ bagnato..ma suvvia..si è a “el fin del mundo” tutto è fattibile. Si sale la scalinata, si attraversa il paesaggio su una passerella in legno e si arriva alla grande scultura che rappresenta un albatros e ci si inchina alla forza del mare e del vento che soffia incessantemente. Nel faro dell’isola vive un membro dell’esercito Cileno insieme alla sua famiglia che ti accolgono con grande calore. Ricordate che Capo Horn è territorio cileno e la compagnia Australis è l’unica compagnia autorizzata a sbarcare sull’isola: le altre compagnie di navigazione possono solo circumnavigarla o passarci vicino; un plus non da poco.

Preparatevi al pazzo meteo della Patagonia, dove in un giorno potrete vivere tutte 4 le stagioni: uscite con il sole, rientrate con la pioggia nel giro di poche ore. Ho solo un grande rammarico da questa esperienza: il cielo notturno non è mai stato terso e non ho mai potuto ammirare le stelle dell’emisfero australe e perdermi in un cielo non mio. Peccato.

Credo che questi 5 giorni passati a bordo della nave siano stati l’esperienza più unica, indimenticabile e che più mi ha arricchito culturalmente. Il viaggio che ha visto diverse tappe prima di arrivare a Punta Arena e sbarcare ad Ushuaia ha fatto da contorno a questa avventura che io vi consiglio con la mano sul fuoco: che sia un viaggio di nozze, una ricorrenza, una voglia di partire e di esplorazione. FATELO. Mettete da parte i soldi, sudate 7 camicie e poi salpate sull’Australis saranno tra i soldi ed i momenti meglio spesi della vostra vita.

2 pensieri riguardo “Capo Horn: lo Sbarco

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