Incanto firmato W.D.

L’ultima volta che ci andai ne rimasi quasi delusa; l’hotel, nonostante fosse il decantato Newport era trasandato, puzzava di umido, code interminabili per tutto, cibo ultra caro, souvenir inavvicinabili. Mi era quasi sembrato un incubo, non vedevo l’ora di tornare a casa, tutto mi sembrava un mero pretesto per far spendere, tutto mi sembrava finto. Forse avevo perso la magia o forse era solo il momento sbagliato della mia vita, ma per diverso tempo boicottai quasi schifata Disneyland Paris.

Ma bisognerebbe smettere di essere cinici, smettere di voler mantenere quel tono da “odio tutti” “certe cose sono ridicole” e ricordarsi che perdersi in un incanto (finto, pomposo o quello che volete) fa bene a tutti ed è una figata pazzesca.

Minnie & la piccola Me

Credo di essere stata una bambina super fortunata per aver avuto la possibilità per diversi anni consecutivi di visitare Walt Disney World Resort ad Orlando: per me era magia, divertimento, eccitazione, terrore puro per i giochi troppo adrenalinici per una fifona come me – un anno provammo questa nuova attrazione, non ricordo quale alieno fosse il protagonista di turno, ma furono 2 MINUTI ETERNI, urlai, piansi..me lo ricordo ancora perfettamente…e pensate un pò, si trattava solo di una sedia da cui usciva aria che sembrava il fiato puzzolento dell’alieno e si muoveva a ritmo delle luci che andavano e venivano…un INCUBO!

Ma l’emozione, l’emozione di incontrare i personaggi dei cartoni, dei disegni era impareggiabile. Negli anni ’90 era molto più facile imbattersi in quei poveri ragazzi incostumati di strati di pelo e tutti vestiti sotto il sole cocente con temperature vicino ai 40°, girovagavano per il parco e li potevi abbracciare, fare le foto, riempire con le loro firme gli album degli autografi (ne avrò 4 o 5 gelosamente custoditi), insomma era una caccia all’avvistamento molto più vivace che adesso; dove, probabilmente per diritti acquisiti dei lavoratori, i personaggi si incontrano in certe zone al chiuso e al fresco, ai ristoranti o comunque le apparizioni sono meno frequenti.

Sullivan & la Grande Me

E’ vero, tutto è finzione: i sorrisi, le gentilezze, i vestiti perfetti e sempre presenti degli addetti ai lavori, le attrazioni, le luci, gli odori. I negozi perfettamente ubicati all’uscita dei giochi con ogni gadget possibile in tema con il tuo personaggio del cuore – come farne a meno?!- a prezzi discutibili. L’odore di mele candite, zucchero a velo e popcorn, hamburger e patatine, le code infinite per qualche minuto di divertimento. Tutto è finto. MA QUANTO E’ BELLO CREDERE PER UN GIORNO CHE SIA TUTTO VERO? Perdersi nell’abbraccio del tuo personaggio preferito, ballare alla parata, esclamare “wow” per i dettagli delle atmosfere ricreata in ogni gioco, emozionarsi con i fuochi d’artificio, spendere un occhio della testa per un cappello che mai metteremo nella vita di tutti i giorni o per quella tazza con la faccia di topolino o tigro, insomma chi non lo farebbe mai?!?…riscoprirsi bambini non ha nulla di sbagliato e sarebbe da fare almeno una volta all’anno, per buttare fuori dalla nostra vita il telefono, le pressioni, emozioni e pensieri brutti e meravigliarsi per la magia che si vive nei parchi Disney.

Se ci fosse la possibilità di sedersi al tavolo con un personaggio che ha fatto storia io sceglierei lui, il Sig. Walter Elias Disney (ho appena scoperto che il secondo nome è come quello di mio figlio…casualità?). Gli farei i miei complimenti, per il genio, forse del male?!?, che ha intuito questo bisogno che in realtà ognuno di noi ha: ritrovarsi sempre un pò bambini con la capacità non smettere di sognare. Perché non importa a quale età si visitino i parchi Disney, 3, 15 o 30 anni o più, qualcosa per cui divertirsi c’è sempre. E’ stato un genio e ha creato un impero che fattura (forse al momento è un pò in stop) milioni e non si può far altro che applaudirlo e ringraziarlo: per me i momenti spesi a Disney World sono tra i ricordi più magici – vero, è un termine inflazionato, ma non mi viene in mente altro per descriverlo, e spero di poter vedere un giorno la stessa felicità negli occhi di mio figlio..

Per cui Signor Disney…Chapeau.

P.s. Non sono stata pagata da Disney per questa sviolinata. È tutto frutto della mia passione! 🙂

P.P.S. Per il dovere di cronaca il Newport Hotel è stato recentemente ristrutturato ed è sicuramente tornato a meritare le sue 4*

3 pensieri riguardo “Incanto firmato W.D.

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