Il pasto è servito.

Ho sempre ammirato il gioco di incastri e perfezione che si trovano nel cabaret del pasto servito in aereo. In un vassoio 30x20cm (direi ad occhio) è presente tutto, dall’antipasto al dolce, completo di tazza per il thè: io che a casa, in due, non riesco neanche a far stare tutto in un tavolo lungo 2 metri. E mi sono chiesta più volte quale viaggio avesse fatto quel vassoio, se a comporre quel tetris sia un gruppo di Elfi, magari imprestati da Babbo Natale, che con le loro manine infilano piatti e pietanze nel posto giusto. Così smanettando un po’ su internet scopro che ci sono, “ma va!” direte voi, aziende che si occupano del catering per le compagnie aeree e tra alcune eccellenze italiane (come Airchef o Sabatelli Gastronomia), ci sono multinazionali specializzate che con sedi in diversi paesi confezionano all’anno anche più di 65 milioni di pasti…WOW.

Il giro d’affari del catering aereo è immenso ed è sicuramente una spesa ingente anche per le compagnie aeree, le quali in alcuni casi puntano molto sulla cucina ed i pasti serviti, soprattutto per i passeggeri delle classi business e first. Nonostante la maggior parte delle compagnie aeree si affidi alla medesima azienda di catering, compagnie come Emirates elabora i suoi menù con chefs “personali”. Ed effettivamente lo sforzo si gusta, ho sempre mangiato bene sulle compagnie degli Emirati (inclusa anche Etihad), certo, io sono di bocca buona e non disdegno i sapori medio orientali, ma la possibilità di scelta fra due piatti principali non è poi così scontato, il tutto presentato con un menù cartaceo, cosa non da tutti visto che un paio di anni fa su un volo Alitalia, stewards ed hostess non erano neanche a conoscenza di che pasto veniva servito a bordo (pasta al forno) e di sufficiente bontà.

Tra le compagnie aeree sulle quali ho mangiato peggio citerei: Air France per le tratte nei territori Caraibici d’oltremare, Alitalia sulla tratta Boston – Roma e Aerolineas Argentina sulle tratte Roma – Buoenos Aires A/R. Peccato…ti lascia un non so che di amaro in bocca.

Tra le mie preferite invece citerei Emirates, soprattutto quella volta che per una botta di fortuna viaggia in Business Class (ma questa è un’altra storia e ve la racconterò), con scelta di pane, champagne e pasto servito su piatti di ceramica decorata. Ma su tutte credo che l’elogio maggiore vada a Turkish Airlines, la quale, sulla tratta Genova – Istanbul, che operava qualche anno fa, ci fu servita una pasta al forno deliziosa, pasto completo su una tratta relativamente breve: SERVIZIO IMPECCABILE.

Strano, come un pasto possa incidere così tanto sulla qualità dell’esperienza in volo…siamo esseri mangianti, sempre e comunque.

Se volete approfondire in modo più serio come e dove vengono preparati i pasi serviti a bordo, di seguito articoli molto interessanti su tutto lo studio e ricerca che c’è dietro un “banale” cabaret.

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